Pensieri di un neopagano / convinzioni limitanti

scritto da 5wizard5
Scritto Ieri • Pubblicato 6 ore fa • Revisionato 6 ore fa
0 0 0

Autore del testo

Immagine di 5wizard5
Autore del testo 5wizard5

Testo: Pensieri di un neopagano / convinzioni limitanti
di 5wizard5

Le convinzioni limitanti sono come catene che ci legano, limitano le nostre azioni, le nostre relazioni con gli altri e ci impediscono di esplorare intere ali del nostro potenziale.

Una convinzione limitante è un'idea che scambiamo per una verità assoluta su di noi, sulle nostre capacità o sul funzionamento della vita ma in realtà è solo un'ipotesi spesso errata, è un giudizio che si è fossilizzato e che opera in sottofondo influenzando le nostre azioni e le nostre scelte; per fare alcuni esempi se consideriamo queste tre affermazioni: “il Sole sorge ad Est”, “il fuoco brucia”, “per essere amato devo essere perfetto”, ci accorgiamo che per la maggior parte di noi le prime due sono leggi fisiche osservabili, verità universali, mentre l’ultima è solo una credenza che una persona si racconta, magari per una storia finita male, eppure per chi la porta dentro può avere la stessa solida e indiscutibile certezza delle altre due e sicuramente condizionerà negativamente le sue relazioni amorose.

Per smantellare le nostre gabbie mentali è fondamentale accettare l’idea che molte delle nostre convinzioni più radicate sono come un effetto ottico; così come due linee perfettamente rette e parallele, se inscritte in un determinato sfondo, possono apparirci inspiegabilmente curve, allo stesso modo la nostra mente può restituirci un'immagine distorta di chi siamo e di cosa siamo capaci di fare facendoci scorgere limiti inesistenti; il problema più grande non siamo noi stessi ma l’angolo dal quale abbiamo imparato a guardarci.

Queste credenze non nascono dal nulla, le abbiamo assorbite come spugne durante la vita, spesso da piccoli; possono esserci state inculcate dall’esterno ad esempio dagli insegnanti, dalla famiglia, dai messaggi dei mass media che creano insicurezze e stereotipi culturali su età, genere e professione oppure possono derivare da esperienze dirette come fallimenti personali o relazioni finite male; il meccanismo di consolidamento di queste catene invisibili è basato sulla ripetizione di frasi demotivanti tramite il nostro dialogo interiore accompagnata da un emozione di una certa intensità; più pensiamo che siamo sfortunati dopo ogni piccolo intoppo più quella credenza si radica nel nostro cervello, la stessa cosa vale se continuiamo a pensare che siamo antipatici e se a queste ripetizioni mentali si abbina un'emozione forte la convinzione si cementa e viene percepita come una verità assoluta.

Le credenze limitanti sembrano giganti invincibili ma conosciamo il loro punto di forza e il loro punto debole; la loro forza risiede nella nostra totale accettazione mentre il loro tallone d'Achille è il dubbio, per smontare una convinzione limitante può essere quindi utile porre a noi stessi queste domande:

Sono sicuro al cento per cento che sia vera? C'è mai stata un'eccezione?

Sono nato con questa credenza? Se no quando e come è entrata nella mia vita? Questa idea mi è utile? Che vantaggi e svantaggi mi porta? Tra un anno se continuo a crederci dove mi avrà portato? E tra tredici anni?

Tutti la pensano come me? Perché alcune persone che stimo non hanno questa credenza?

Se per assurdo potessi chiedere a un personaggio saggio, ad uno sciamano, all'albero secolare del parco, ad un fiume o al mio eroe dei fumetti cosa pensa di questa mia convinzione cosa mi direbbe?

E se la credenza ci è stata messa in testa da qualcuno chiediamoci: “Questa persona è un'autorità infallibile in materia? La sua vita è un esempio che voglio seguire? 

Mettere in dubbio una credenza limitante solo a livello mentale non basta, occorre passare all'azione ma con gradualità, non possiamo pretendere di sconfiggere anni di convinzioni con un'unica impresa titanica, dobbiamo invece cercare piccole prove concrete che dimostrano a noi stessi che la nostra credenza è falsa; per fare un esempio se un uomo è convinto di essere negato per la musica non dovrebbe mettersi subito a suonare le canzoni di Mozart con il violino altrimenti raccoglierebbe solo un altro fallimento che rafforzerà la sua idea, potrebbe invece iniziare con brani semplici suonati con la diamonica.

C'è poi un passaggio ulteriore, una sorta di riconciliazione con noi stessi; a volte, per quanto possa sembrarci strano, alcune convinzioni limitanti in passato ci hanno protetto, dobbiamo però capire che nel contesto attuale quelle stesse credenze che un tempo ci facevano da scudo sono diventate catene che ci imprigionano; per fare un esempio concreto Marco da piccolo, dopo aver aiutato suo padre in alcuni lavoretti domestici, gli chiedeva qualche euro, spesso però veniva sgridato e si sentiva ripetere a voce alta che i soldi non si chiedono; il bambino per mantenere un buon rapporto con suo papà imparò presto a non chiedere mai denaro; in quel contesto quell’idea lo proteggeva, gli permetteva di non turbare l’armonia familiare; oggi Marco è cresciuto e lavora per pochi spiccioli, non riesce a chiedere un aumento al suo capo, la convinzione che chiedere danaro crea conflitto, radicata in lui da bambino, riaffiora ogni volta e lo blocca; quella stessa strategia che da piccolo lo proteggeva dai litigi oggi lo intrappola; per liberarsi da questa catena Marco potrebbe, per assurdo, dare un nome alla sua convinzione, scriverlo su un bigliettino, visualizzare la credenza che abbandona il suo corpo ed entra nel foglietto e infine bruciarlo alla fiamma di una candela guardando il fumo dissolversi nell'aria.

Con le giuste strategie un giorno ci sorprenderemo del fatto che pensiamo e agiamo in un modo che prima ci pareva impossibile, le catene invisibili delle nostre convinzioni limitanti si sono dissolte come nebbia al Sole e noi, finalmente liberi e leggeri, possiamo volare con le ali del potenziale che prima ci sembravano legate.

Pensieri di un neopagano / convinzioni limitanti testo di 5wizard5
3